L’introduzione dei nuovi dazi doganali da parte dell’Unione Europea sull’acciaio magnetico a grani orientati (GOES – Grain-Oriented Electrical Steel) sta innescando un pesante effetto boomerang sulla filiera elettromeccanica continentale.
Il GOES rappresenta la materia prima insostituibile per la Fabbricazione dei nuclei dei trasformatori elettrici di Media e Bassa Tensione. Tuttavia, la misura protezionistica europea, invece di tutelare il mercato, sta costringendo costruttori e System Integrator ad affrontare aumenti dei costi di produzione senza precedenti, con ricadute dirette sui prezzi finali delle cabine elettriche e sui tempi di realizzazione degli impianti industriali.
Il Paradosso Industriale dell’Acciaio Elettrico in Europa
Il rialzo dei prezzi dei trasformatori nasce da uno squilibrio strutturale tra la domanda di mercato e la capacità produttiva dell’Unione Europea:
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Carenza di materia prima interna: Le acciaierie europee non producono abbastanza acciaio magnetico per soddisfare le richieste della transizione energetica.
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Obbligo di importazione: Le aziende manifatturiere sono costrette ad acquistare la lamiera magnetica all’estero, rimanendo soggette alle nuove tariffe doganali.
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Incidenza dei dazi fissi sui nuclei: L’applicazione di dazi fissi calcolati sul peso (con rincari che arrivano a 11,40 € su nuclei da soli 10 kg) fa lievitare immediatamente il valore nominale dei trasformatori finiti.
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Rischio di competitività globale: I produttori europei rischiano di uscire fuori mercato rispetto ai competitor extra-UE che acquistano l’acciaio a costi non gravati da tariffe doganali.
In sintesi per i buyer d’impianto: L’assenza di un’alternativa produttiva in Europa rende l’importazione del GOES un passaggio obbligato, trasferendo l’aumento dei costi direttamente sui budget dedicati alle infrastrutture elettriche aziendali.
Protesta a Bruxelles: i Rischi per la Filiera Elettromeccanica
La gravità dell’impatto economico ha spinto i principali attori della produzione di trasformatori a denunciare ufficialmente la situazione a Bruxelles. Colossi internazionali come Hitachi e specialisti di settore come TMC Transformers hanno evidenziato come questa stretta tariffaria metta a rischio migliaia di posti di lavoro qualificati e rallenti l’ammodernamento delle reti elettriche e degli impianti fotovoltaici ed eolici.
L’aumento insostenibile dei costi delle materie prime rischia di bloccare le commesse per l’adeguamento delle sottostazioni elettriche industriali, proprio in una fase storica in cui la continuità operativa e l’efficienza energetica rappresentano asset strategici per la competitività.
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